In un’epoca dominata dall’individualismo neoliberista, esistono ancora spazi e persone capaci di rimettere al centro il valore politico delle relazioni. Uno di questi luoghi è Spin Time, a Roma; una di queste voci è quella di Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Humans, ospite di Sabina Guzzanti nell’ultima puntata del Polipodcast.
Il dialogo, profondo e a tratti inquietante, tocca i temi della sorveglianza digitale, della criminalizzazione della solidarietà e della forza inarrestabile delle comunità reali.
Spin Time: Una comunità rivoluzionaria di 27 nazionalità
Don Mattia descrive Spin Time non come un semplice edificio occupato, ma come una comunità vivente. Con oltre 400 residenti e centinaia di attivisti, rappresenta un esperimento sociale unico dove convivono 27 nazionalità diverse.
“Fuori da qui si tende a stare solo con chi è simile a noi”, spiega Don Mattia. A Spin Time, invece, l’intreccio tra mondi lontani — suore, preti, attivisti dei movimenti sociali, musulmani e studenti — non è solo tolleranza, ma accoglienza piena. È qui che si recupera il senso profondo della politica: costruire ponti con chi è diverso, partendo dal valore intrinseco dell’essere umano e non dalle sue etichette.
Il caso spyware: Perché spiare un prete e dei soccorritori?
Uno dei punti più critici dell’intervista riguarda il cosiddetto caso Paragon. Don Mattia, insieme ad altri esponenti di Mediterranea come Luca Casarini, è stato bersaglio di notifiche per attacchi hacker “state-backed” (sostenuti da governi).
La preoccupazione di Don Mattia non riguarda la propria privacy — “non abbiamo nulla da nascondere” — ma la sicurezza delle persone vulnerabili con cui entra in contatto. Sui telefoni dei soccorritori ci sono i dati, le posizioni e le storie di chi sta fuggendo dall’inferno libico. Spiare loro significa mettere a rischio la vita di chi non ha voce.
Questo episodio si inserisce in quello che Don Mattia definisce un libro della criminalizzazione della solidarietà, fatto di inchieste, campagne diffamatorie e attacchi da parte dei portavoce della mafia libica.
La bellezza che resiste alla criminalizzazione
Nonostante le minacce di sgombero per Spin Time e gli ostacoli legali per le navi della società civile, il messaggio finale di Don Mattia è di straordinaria speranza.
Quando Mediterranea è nata, in mare c’erano solo due navi; oggi, nonostante i tentativi di schiacciarle, sono più di venti. Questo dimostra che esiste un “fuoco” nel cuore umano, una bellezza della solidarietà che è più forte di qualsiasi tentativo di repressione.


